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L’esoterismo della cassa mortuaria di San Francesco

 Tomba-S.Francesco

La scoperta ha del sensazionale per la storia francescana: è stata ritrovata la cassa che ha accolto le spoglie sia di San Francesco che di Santa Chiara nel periodo del loro “soggiorno” temporaneo nella chiesa di San Giorgio.

Così scrive Ludovico da Pietralunga nel 1571: la cassa dove stava il sacro corpo, se posava sopra certi ferri fabbricati sopra un arco in mezzo della detta cappella, ancora ditta di S.Giorgio, la sopraddetta cassa … fluiva, scaturiva, ogni venere, sangue, come visibilmente si po’ vedere quotidianamente, congelato et conservato in un cassettino di avorio longo quasi mezzo cubito.(Descrizione della Basilica di S.Francesco / Lodovico da Pietralunga).
L’importanza della reliquia e il fatto che intorno ad essa avvenissero eventi miracolosi, attirò un pellegrinaggio senza sosta verso la cappella dove era conservata.
La chiesa di San Giorgio ormai veniva a trovarsi “intra caustrum Monasterii”: precisamente nel chiostro. Le clarisse non potevano avvallare un abuso che così gravemente veniva a compromettere la vita di clausura a cui si erano legate con voto. Chiesero pertanto al papa Urbano IV di demolire la chiesa di San Giorgio per mettere fine a questo abuso. Il papa lo concesse con lettera del 22 giugno 1263.
…è evidente che le clarisse continuarono a prestare, per proprio conto, un devoto riguardo, anzi un culto al feretro, anche perché aveva conservato le spoglie della loro madre.
…poi…finì per ospitare l’archivio del monastero.
Il coperchio ebbe sorte diversa e, passando di mano in mano, gli fu applicata una cornice e mutilato nella sua misura. Fu ceduto poi dall’ultimo proprietario Carattoli, ai frati della Porziuncola…
Dopo la traslazione delle spoglie da santa Chiara (1260), del feretro non si seppe altro…
La cassa:
– non era stata smembrata al momento della canonizzazione, se è vero che vi riposò poi il corpo di Chiara dal 1253 al 1260, quando fu definitivamente sepolta sotto l’altare maggiore della Basilica a lei dedicata:
– non era stata sepolta con le spoglie di san Francesco, né con quelle di santa Chiara, Non ne fu infatti trovata traccia al momento dell’invenzione dei due santi, rispettivamente nel 1818 e nel 1850:
– la sua memoria si perde dove la sapevamo: nel monastero delle clarisse, dove termina la sua storia, senza episodi, né motivazioni…
Già all’ingresso della cappella del Crocifisso, mi cadde l’occhio su di una grande cassa di legno scuro, abbandonata in un angolo di sottoscala. Mi colpi – non so io stesso come – l’enorme serratura, in alto al centro del prospetto, che mi richiamò subito le rozze serrature delle casse mortuarie del santo pi volte riprodotte nelle Tavole istoriate fondo-oro, del secolo XIII…
…è un manufatto di m. 1,71 di lunghezza per cm. 60 di larghezza e altrettanti di profondità. Sul lato di prospetto, in alto, porta un’enorme serratura rotonda, in lamina di ferro, traforata tutt’intorno da una corona di archetti a sesto romanico che circoscrivono una rosa grande a sei foglie intercalate da sei occhielli per i chiodi che la fermano al legno. Vi si apre la toppa della chiave e l’asola per il nasello del fermaglio che scende robusto, sagomato ad arte, a forma di tau assicurato in alto al coperchio…
Questa serratura ha delle sorprendenti analogie con quella della cassa mortuaria della beata Giuliana di Collalto morta nel 1262…nell’isola della Giudecca…

 Le due serrature infatti – incredibile! – non simili, ma si possono dire identiche! Identiche nella foggia e in certi particolari; prodotto artigianale entrambe; sembrano anzi forgiate sullo stesso incudine; stella corona di archetti, stesa grande rosa al centro a sei foglie intercalate da sei occhielli per i chiodi; stesso disegno; stesso materiale (lamina di ferro); stessi i fori per il nasello, i fori e la toppa per la chiave.

…quale fu lo sbalordimento da togliermi il respiro! Questa cassa, dopo il lavaggio ha il prospetto, tempestato di centinaia disegni di inequivocabile significato esoterico escatologico:

5-Fiori-della-Vita-sulla-cassa-mortuaria-di-S-Francesco-foto-E-Legumi

…la rosa a sei petali da sempre, presso molti popoli e civiltà è stata considerata simbolo della vita, tanto da essere chiamata il Fiore della vita…

…il simbolo della ipsilon…segno escatologico della vita che permane oltre la morte…
…il simbolo dello zig-zag…tracciato per indicare il fluire delle acque, prima creatura dell’ordinamento dell’universo e fonte della vita nel mondo…
…il simbolo ella palma…che i cristiani non ebbero difficoltà da accogliere nelle loro liturgie, a significare la vita oltre la tomba.
…la Basilica di S. Francesco ad Assisi, in ordine alla decorazione della terza campata della Basilica inferiore, ha fermato la mia attenzione…
…nell’ornato pittorico fitomorfo e musivo si notano segni nuovi che non ricorrono nelle due campate precedenti e almeno quattro di essi ripetono simboli già rilevati sul prospetto del feretro.(Simboli escatologici sul feretro ritrovato di San Francesco e sulla sua tomba / Marino Bigaroni)

Consiglio di leggere integralmente l’articolo di Padre Marino, di cui ho solo preso degli estratti, che in ben trenta pagine raccoglie le inconfutabili prove della sua eccezionale scoperta, che per sua stessa ammissione, ha richiesto una vita intera.
Il trattato è reperibile sulla rivista di cultura francescana “Frate Francesco” – Anno 75 – Nuova Serie – Aprile 2009 – n.1

 

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