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Lemuria: la culla della razza umana

Lemuria è il nome di un ipotetico continente scomparso, che si suppone si trovasse nell’Oceano Indiano o in quello Pacifico.

Ancora prima di Atlantide, si racconta sommersa dalle grandi onde dell’Atlantico, e di Mu, distrutta da migliaia di vulcani della zona del Pacifico, questo vasto continente aveva ospitato i primi uomini. E qualcuno afferma che sia stata Lemuria la vera culla della razza umana. Se già è impossibile, per ora, rintracciare la storia e i resti di Atlantide e di Mu, lo è ancora più trovare informazioni sulle prime età della Terra. La stessa conformazione attuale del nostro pianeta non ha niente a che vedere con quella che doveva essere 25.000 anni fa.

Secondo l’inglese Selater, la superficie che adesso è occupata dalle acque del mare del Sud faceva parte di una lunga lingua di terra che comprendeva le isole della Sonda e raggiungeva la costa orientale dell’Africa. A.R. Wallace, naturalista e geografo gallese, conferma questa ipotesi basandosi soprattutto sulla flora e sulla fauna identiche in terre adesso così lontane, senza contare il tipo stesso della composizione delle rocce granitiche comuni al di là delle acque. Fornisce anzi una propria teoria e nel secondo volume della “Distribuzione geografica degli animali” edito a Londra nel 1876, giunge a precisare che “nell’emisfero australe siano esistite tre grandi masse di terra che, per quanto simili, rimasero sempre ben distinte”.

Il lento evolversi del nostro pianeta, nel suo continuo divenire, il movimento dei mari e dei ghiacciai, le eruzioni di vulcani terrestri e sottomarini, le spinsero lentamente verso il nord, e ciascuna dette vita a quelle che adesso sono l’Africa del Sud, l’Australia e l’America del Sud. A sua volta il prof. H.F. Bleandford in una relazione alla Società Geologica di Londra, parlando delle affinità fra i fossili di animali e di piante rinvenuti in Africa ed in India, avanza la teoria che vi fosse là, dove adesso si stendono le acque dell’Oceano Indiano, una terra che collegava direttamente l’Africa, l’India meridionale e la penisola di Malacca. Senza contare che se esaminiamo la configurazione geografica dei gruppi delle isole Adlas, Laccadive, Maldive, Hawaii, possiamo facilmente immaginare che questi atolli corallini facessero parte di una catena di montagne ora sommerse.

Confrontando le due carte di Lemuria rinvenute da W. Scott-Elliot presso una comunità di adepti tibetani che conserva molti resti delle civiltà preistoriche, possiamo meglio osservare il lento evolversi del continente: terre a poco a poco sommerse dalle acque o disgregate dalle eruzioni vulcaniche. Attualmente ben poco ci è rimasto di quella che fu “la culla dell’ uomo”: le isole del Pacifico e dell’Oceano Indiano, le coste della Cina e del Giappone, l’Australia, il Madagascar.

 

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