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La sonda Curiosity svela: su Marte sempre più probabile la vita

“Possibilità dell’esistenza di microbi in passato”

sonda curiosity

Ogni volta che si parla di Marte,  la domanda ricorrente è sempre la stessa: “c’è vita?”.  A quanto pare potrebbe esserci! E’ probabile infatti che ci fossero un tipo di microbi chiamati chemolithoautotrophs capaci di assumere energia da rocce e minerali. A rivelarlo è la sonda Curiosity Rover della Nasa; la navicella, dopo essere atterrata nell’agosto 2012, aveva scoperto un “lago” anomalo sulla superficie del pianeta che si pensava potesse aver ospitato in passato forme di vita. Oggi, dopo 9 mesi di ricerche e dopol’analisi dei materiali prelevati da Curiosity, è arrivata la conferma.

La ricerca è stata avviata quando la sonda della Nasa ha scoperto una serie di rocce sedimentarie che suggerivano la presenza di un lago decine (se non centinaia) di migliaia di anni fa in quella che è stata chiamata “Yellowknife Bay“. Il lago probabilmente aveva un ph neutro e non si trattava di acqua salata. Erano inoltre presenti una serie di elementi biologici come il carbonio, l’idrogeno, l’ossigeno, lo zolfo, l’azoto ed il fosforo che rendevano l’ambiente favorevole allo sviluppo di microrganismi di vario genere.

In un primo rapporto, si espongono i risultati di ricerche eseguite su due specifici sedimenti, denominati ‘John Klein’ e ‘Cumberland’, scavati da Curiosity sotto la superficie di Marte. Secondo le prime stime, si trattava di rocce risalenti a 4 miliardi di anni fa, ovvero il periodo Noachiano di Marte (3800 a 3500 milioni di anni fa) ma secondo i ricercatori la loro formazione sarebbe continuata fino all’era Esperiana (3500 a 1800 milioni di anni fa). Una seconda ricerca ha specificato che una delle rocce, la Cumberland, risale a 4.21 miliardi di anni fa e sarebbe rimasta esposta in superficie “soltanto” per un periodo di 75 milioni di anni.

Successivamente, nei campioni, è stata anche scoperta la presenza di acqua, anidride carbonica, diossido di zolfo, ossido nitrico ed idrocarburi clorurati. Infine è stata esaminata la quantità di radiazioni che ha colpito, sotto forma di raggi cosmici, il pianeta per 300 giorni consecutivi. Queste misurazioni aiuteranno gli scienziati a capire per quanto tempo i microbi, unica forma di vita accertata come possibile finora, potrebbe essere sopravvissuta sotto la superficie di Marte.

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