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I Moai dell’Isola di Pasqua

L’Isola di Pasqua (in lingua nativa Rapa Nui, letteralmente “grande isola/roccia”; in lingua spagnola Isla de Pascua) è un’isola dell’Oceano Pacifico meridionale appartenente al Cile.                                                                                                                                   Situata a 3600 km a ovest delle coste del Cile e 2075 km a est delle isole Pitcairn, è una delle isole abitate più isolate del mondo. Le sue coordinate geografiche sono 27° 07′ S 109° 22′ W: la latitudine è vicina a quella della città cilena di Caldera, a nord di Santiago.

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Il primo a sbarcare sull’isola fu l’olandese Jakob Roggeveen, che sbarcò su di essa la domenica di Pasqua 1722, motivo per il quale l’isola fu battezzata Isola di Pasqua. Seguì quindi un periodo durante il quale la corona spagnola cercò di espandere a discapito di inglesi e olandesi il proprio dominio nei territori del sud Pacifico.

I grandi busti che si trovano sull’isola vengono chiamati Moai. Sull’isola esistono solamente 638 moai secondo le ricerche condotte da Sebastian Englert. Nonostante le ricerche condotte negli ultimi anni il loro scopo non è tuttora noto con certezza. Secondo studi più recenti le statue rappresenterebbero capi tribù indigeni morti, e secondo la credenza popolare avrebbero permesso ai vivi di prendere contatto con il mondo dei morti.

In seguito a recenti indagini si è scoperto che le enormi teste di pietra che sbucano dal terreno, hanno anche dei corpi che affondano per metri in profondità.

La scoperta è stata fatta da un team di scienziati coordinati dall’archeologa Jo Anne Van Tilburg, che negli ultimi mesi, all’interno del progetto Eisp (Easter Island Statue Project), ha scavato intorno a più di mille statue portando alla luce il segreto nascosto sottoterra: «Abbiamo esposto il corpo di due statue alte più di sette metri – ha spiegato la Van Tilburg – e abbiamo fatto scoperte molto importanti sulle tecniche d’ingegneria degli abitanti dell’isola».

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