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Heka: magia metafisica dell’antico Egitto

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Heka è l’energia che permea lo spazio vitale. Il simbolo geroglifico di Heka nell’Antico Egitto ne spiega perfettamente l’essenza, impropriamente tradotta con il termine “magia” che nel nostro contesto attuale può essere fuorviante della realtà e potenza di questa energia universale.

Il simbolo è formato da una corda intrecciata tre volte su se stessa, insiema ad una coppia di braccia che “impone le mani”.

Il geroglifico utilizza i simboli grafici per trarre la consonante che indica al meglio una “funzione”.

Se si intreccia una corda su se stessa, si crea una tensione dovuta ad una “chiusura”, la forza contenuta in questa stretta è la potenza che tende a svolgere, ad aprire, ad ampliare il legame.

Questa forza è quella contenuta nel primo respiro di ogni vita, l’istante in cui il feto, ormai fuoriuscito dal ventre materno, riesce a creare in se stesso il vuoto, poi la tensione (corda intrecciata) ed infine l’ampliamento del volume, in modo da “aspirare” autonomamente il primo flusso vitale d’aria. Per poter respirare occorre prima fare il vuoto, quindi stringere (corda intrecciata), dalla stretta nasce la necessità di espandere (assorbimento dell’aria ad ogni respiro) e questo è il motore della vita fisica. La morte per crocifissione è volta ad impedire alle vittime di creare il vuoto, morendo soffocate perché inalano aria ma non riescono più ad espellerla (ecco perché il loro torace è enormemente espanso). Il vuoto iniziale è simbolo dell’accensione della vita e la corda, indicandolo, rappresenta lalettera alfabetica “H”, quella senza suono, quindi vuota!

Dal vuoto primordiale nasce l’energia che poi si propaga nel mondo, essa è rappresentata dal gesto, utilizzato in ogni cultura e tempo, dell’imposizione delle mani. Il geroglifico indica il suono KA.

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Il KA dell’Antico Egitto è una delle parti vitali di cui si compone ogni essere umano, ricordando che le culture ancestrali non differenziano corpo-psiche-anima ma le considerano come situazioni differenti della stessa essenza (io sono “io” quando guido, ma anche quando dormo, quando mangio, ma anche quando scrivo, così io sono “io” quando sono corpo, ma anche quando sono mente o spririto, sono sempre lo stesso visto da angolazioni differenti).

Il KA dell’Antico Egitto è paragonabile, semplificando per poter comprendere subito il concetto, al PRANA indiano, al KI giapponese, al CHI cinese. La vita nel mondo dell’Heka, quindi della “magia dell’energia primigenia che permea ogni luogo ed essere vivente, è paragonabile al NAGUAL messicano (l’assoluto ideale che è contrapposto al TONAL che invece è ciò che è conosciuto relativamente).

Lo studio delle arti marziali nel senso spirituale olistico del percorso, è lo studio del controllo e dell’utilizzo di questa energia universale.

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