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Bambini Indaco

Cos’è un Bambino Indaco? Colui il quale esibisce un nuovo e insolito insieme di attributi psicologici e adotta un modello di comportamento generalmente non documentato in precedenza. Questo modello include fattori unici comuni, che suggeriscono a coloro che interagiscono con questi bambini (in particolare i genitori) la necessità di cambiare il modo in cui li trattano e li educano, al fine di raggiungere un equilibrio. Ignorare tali nuovi modelli comportamentali significa potenzialmente creare disequilibrio e frustrazione nelle menti di questi nuovi e preziosi esseri.
Sembra che esistano vari tipi di Indaco, ma intanto possiamo darvi indicazioni sui modelli comportamentali più comuni fra loro. Ne riconoscete qualcuno?

Ecco una lista contenente dieci fra i più comuni tratti dei Bambini Indaco:
• Vengono al mondo con un senso di regalità (e spesso si comportano di conseguenza).
• Hanno la sensazione di “meritare di essere qui” e sono sorpresi quando gli altri non lo condividono.
• L’autostima per loro non costituisce un problema.
• Spesso sono loro stessi a dire ai loro genitori “chi sono”.
• Hanno problemi con l’autorità assoluta (che non dà spiegazioni né scelte).
• Si rifiutano di fare determinate cose, ad esempio, fare la fila è difficile per loro.
• Diventano frustrati se costretti a interagire in sistemi orientati ritualisticamente, che non richiedono il ricorso al pensiero creativo.
• Spesso intravedono un modo migliore per fare le cose, sia a casa che a scuola, il che li fa sembrare dei “demolitori di sistemi” (non si conformano a nessun sistema).
• Appaiono antisociali, a meno che non siano circondati da persone simili a loro.
• Se non hanno intorno persone con una consapevolezza simile alla loro, spesso si chiudono in se stessi, avendo la sensazione che nessun altro essere umano li capisca.
• La scuola spesso rappresenta per loro una prova estremamente difficile a livello sociale.
• Non rispondono alla disciplina che instilla il “senso di colpa” (del tipo “Aspetta di vedere cosa succede quando torna a casa tuo padre e vede cosa hai fatto”).
• Non sono timidi nel farvi sapere ciò di cui hanno bisogno.


Boris Kipriyanovich è un Bambino INDACO, il quale  ha parlato di una sua passata vita su Marte e a Lemuria, avvisando di catastrofi sulla Terra nel 2009 e nel 2012.

Serio e cortese alle critiche..inusuale per un bimbo di 11 anni. Ha parlato delle guerre che hanno causato la fine delle civiltà Marziane, di come hanno provato a trasformare Giove (Jupiter) in un secondo sole, il quale proposito era poco chiaro.

Ha parlato delle acque che in inonderanno Mosca, nel 2009-2012, come dato di fatto..Sopravvivera’ ? E sua madre ? Scuote le spalle…sopravvivere non è cosi’ importante, sembra dire. Vivere è importante. Vivere al momento..pienamente sveglio..questo importa quando sei una creatura eterna.

 

Cameron è un Bambino INDACO scozzese di sei anni.
Quando era piccolo e andava all’asilo, fra i suoi disegni ricorreva sempre l’immagine di una grande casa bianca (nella foto) su più piani (e con ben tre bagni!), posta proprio in riva al mare. Inoltre, era solito chiedere a sua madre dove fosse il cane “con le macchie” e la macchina nera “dell’altra sua mamma”.
All’inizio la madre di Cameron non prestava particolare attenzione a quelle che pensava fossero solo fantasie del suo bambino ma davanti all’evidenza ha dovuto arrendersi.
Infatti, mano a mano che Cameron cresceva, ricordava sempre più particolari.

È stato così che ha raccontato a sua madre dei suoi amici (dai lunghi capelli castani) di Barra, Isola scozzese sita a 300 km dalla sua attuale dimora, del libro su Dio che “l’altra mamma” gli leggeva spesso, di come amasse passare il tempo a giocare tra le scogliere dietro casa, dei viaggi che con “l’altra famiglia” compiva spesso e persino di come il suo “vecchio padre”, tal Shane Robertson fosse morto investito da una macchina sulle strisce pedonali.
Inoltre, Cameron parlava con tranquillità della morte e a sua madre diceva spesso che “non bisogna temerla, perchè dall’aldilà si torna sempre…”

LE PROVE
È stato così che la madre di Cameron, sconvolta dalla precisione dei racconti e dalla serietà nello sguardo di suo figlio, ha deciso di fargli un grande regalo per il suo sesto compleanno: portarlo a visitare “l’isola dei suoi sogni”.

Arrivati sull’isola di Barra, Cameron e la mamma hanno trovato la casa bianca affacciata sul mare, esattamente uguale a quella che lui ricordava e disegnava da tempo (con tanto di tre bagni al suo interno), tranne per il fatto che adesso è disabitata.
Il piccolo Cameron, per entrare nella casa si è diretto a passo sicuro verso “l’entrata segreta”, quella che solo lui conosceva. E, una volta entrato in casa, ha aperto la porta a tutti gli altri.
In una stanza la madre di Cameron ha trovato le foto di un cane “a macchie” e di una famiglia numerosa a bordo di un’automobile nera, guidata da una donna.

Lo psicologo al quale la madre di Cameron si è rivolta per cercare di capire, ha detto che al momento sono allo studio altri 100 casi accertati di “riminiscenza”.

 

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